” Il bello di riscoprirsi umani”

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Ci stressiamo per superare una temuta invisibilità o al contrario ci nascondiamo per evitare un’altrettanto temuta visibilità.
La competitività ci induce a misurare gli altri e noi stessi in base a quanto fruttiamo, a confrontarci su ciò che otteniamo. Invidiamo i successi altrui e ci perdiamo i nostri sogni. Paghiamo con una grande stanchezza l’immane sforzo di essere conformi agli standard.
Se falliamo, proviamo vergogna e ci sentiamo esclusi, se abbiamo successo, ci accorgiamo di aver bisogno di altro: di ritrovare le tracce della nostra anima, la capacità di amare più persone e cose possibili.
In ogni momento, invece, è possibile scegliere l’arte della riconoscenza, il piacere di trovare le tracce preziose di chi siamo e cosa possiamo raggiungere. È possibile iniziare a guardarci e guardare attorno con occhi nuovi ed empatia. Essere visti e sentiti, vedere e sentire gli altri. Possiamo interessarci alla nostra vita, perché diventi interessante; aprirci al lampo di genio che ci attraversa quando superiamo l’apparente contraddizione fra accettarci e migliorarci.

In mille modi siamo indotti a perdere la misura reale di quanto valiamo e di quanto valgono gli altri. Siamo depistati da falsi obbiettivi, spaventati da minacce velate, messi alla prova da ipocrisie e richieste pressanti, frecciate ambigue. Cerchiamo consensi e like, oppure prestigio sociale, soldi, applausi. Oppure, al contrario, cerchiamo un rifugio per sfuggire agli altri.
La nostra personale rivoluzione è possibile e inizia da qui, dal trovare un’autenticità e un incontro invece di un’immagine e un pubblico.

Perché non siamo ancora riusciti a farlo?

 

Olga Chiaia

“Il bello di riscoprirsi umani

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